Titolo: A far foto così di merda siamo capaci tutti, ciao mitica.Eh sì, ma alla fine la Celica di mio moroso fa la sua porca figura.Pure i pomodori.

Titolo: A far foto così di merda siamo capaci tutti, ciao mitica.

Eh sì, ma alla fine la Celica di mio moroso fa la sua porca figura.
Pure i pomodori.

Frida Kahlo e la sua ipocondria latente.

È risaputo: sono una persona con la soglia del dolore molto, molto bassa.
Questo spesso mi fa passare, agli occhi degli altri, come una lagnosa petulante frignona.
MA QUESTA VOLTA NO.
Ve lo posso assicurare.
I frignetti che mi son fatta venerdì mattina erano di trve sofferenza. Loggiuro.
Sostanzialmente è accaduto questo:
- mi sveglio.
- mi rigiro nel letto.
- mi accingo a controllare l’ora sul cellulare.
- allungo il braccio.
- ruoto un po’ il collo.
E qui, se fossimo in Matrix, ci sarebbe uno slowmo con una rotazione di mdp a trecentosessantagradi attorno a me dove io rimango con braccio sospeso e la faccia di chi, un attimo prima, si sentiva una normalissima ventiduenne e, un attimo dopo, si ritrova immobile nel letto a fare il saluto romano, con un dolore lancinante al collo, divincolandosi, sbattendo i piedi e con i reumatismi di un settantenne.
HEIL DISTORSIONE CERVICALE.

- “Mammah! Mammaaah!”
- “Cossa ghe xè?” (Cosa c’è?)
- “Il col-lo, il collo ha fatto CRACK.”
- “Màrriavèrgine Silvia, che scene.”
- “NO MAMMA, TIGGIURO CHE MI FA MAL-AAAAH.”

Mia mamma mi alza dal letto e io realizzo che, forse per sempre, avrei dovuto guardare a est.
Già mi proiettavo, vent’anni dopo, ancora storpia, mentre guardo il sole sorgere e mai tramontare.
Che all’improvviso avrebbe cominciato a piacermi in maniera sfrenata Levante e che, alle prossime elezioni, sarei stata costretta a votare il Nuovo Centrodestra di Alfano.
Per citare Levante: "…che vita dimmeeerdaaaeah".
Eh, sì.

Il lupus in fabula però non è la mia distorsione cervicale, cari signori miei, no!
Sono le conseguenze che essa si trascina a livello sociale; mi spiego.
Ho amici che mi conoscono da diciannove/ventanni e ormai sono consapevoli che la mia ipocondria è palesata alle masse da più o meno quando ho avuto il dono della parola e quindi ogni qualvolta io mi trovo a fare conti REALMENTE con un disagio fisico ricevo risposte avvilenti, del tipo: 

- Ma dai, sarà solo un torcicollo.
- Avrai preso un colpo d’aria.
- Ah sì, ce l’ha avuto anche mia nonna.
- Eh ma con ‘sti sbalzi climatici è un attimo.
- Ma sì, domani ti è già passato.
- Metti della roba calda e via.

No ragazzi, no.
No. Credetemi stavolta.
Son tre giorni che sono a letto e fra un po’ penso chiamerò il prete per l’estrema unzione.
Nel mentre faccio come Frida Kahlo; attorno a me ho allestito tutto ciò che mi serve, a portata di comodino, e continuo a svolgere la mia triste vita direttamente dal letto di camera mia.
Sento già puzza di mostra delle mie opere (quali opere?) dove ritraggo me stessa col collare ortopedico, adornata di sciarpine retrò, mentre fluttuo in un oblio azzurro e dal mio utero escono fiori e gattini.
Se vi state chiedendo se mi sto facendo crescere il monociglio e/o i baffetti la risposta è: logicamente no, ma i peli sulle gambe sì.
Quelli sì che fanno tendenza.